SABATO, ORA DI PRANZO

SABATO, ORA DI PRANZO

11,58...

l'acqua bolle, ormai...

forse è presto ancora ma so che in molte delle vostre case si sta per buttare la pasta, che questa ottima abitudine italiana resiste, sul fast food ed i surgelati..

anche se di tempo ce n'è sempre meno...

ma il sabato mattina è più lento, si possono fare cose che gli altri giorni non sono possibili...

questo almeno, per diversi di voi..

certo, il sabato mattina delle donne madri è lavoratrici è molto intenso, spesso frenetico..

immagino le scene nelle vostre casa, con addosso le tute del tempo casalingo, le pantofole, il bucato, le pulizie un po' più a fondo, i bimbi più piccoli che si sono alzati più tardi del solito e ora fanno chiasso in cucina mentre due o tre casseruole bofonchiano i loro vapori sui fornelli accesi..

si respira profumo di pomodoro, qualche torta si alza nei forni..

i papà leggono il giornale.. i più bravi giocano coi bimbi, rotolando sul tappeto od aggrappandosi ad un joystick di qualche chiassoso videogame..

da qualche nonno e nonna si aspettano figli e nipotini, si imbandisce una tavola molto più ricca del solito..

qualche teenager con l'influenza poltrisce nel letto, con in mano il telefonino, mandando sms tutt'intorno o messaggi su what'sapp...


io, nel mio letto, con brugola tra le gambe, al calduccio, sotto la coperta, le spalle appoggiate ai miei cuscini, penso..

ascolto il silenzio che ho intorno, interrotto solo dal fiato del vento tra i pini.

non c'è nessuno nel residence, stamattina: fa troppo freddo.

allora sospiro, metto su un po' di musica e riprendo in mano il mio lavoro, un nuovo braccialetto...

sorrido e una lacrima vuole uscire fuor..

la ricaccio..

piangere non serve a nulla..

meglio lavorare.......


nella foto 

LA VECCHIA CUCINA

olio su legno 30x40

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