SESSANT'ANNI

SESSANT’ANNI

Vita mia
che ti ho trovato
addosso
all’improvviso
mistero insondabile
e che sei stata
una litania di giorni
dominio del tempo
- certo!
padrone incontrastato
ma mia
come presa in affitto

E qual pigione
ho pagato
- scadenze puntuali!
né sapevo con quale moneta
l’avrei saldato
quel debito immenso

Ora so che quel soldo
è una strana lega
di sangue misto 
a lacrime
e sudore
ma anche di risa
di colori
parole
amore

Oggi la rata
di questo numero tondo
stampato a fuoco
indelebile
sulle mie carni
- come un vitello
che si appropinqui allo stallo
in cui 
sgozzandolo
gli toglieranno il sangue -
la pago cara
con la pazienza del dolore
delle gambe perdute

E più cara ancora
con l’incertezza
dei futuri giorni

Ma l’incertezza è sorella
dell’umana genia
che unica certezza
su questa valle aspra
è sua signoria 
La Morte

Padrona di ogni vita
io non ti temo
che ti chiamo sorella
che ti sento madre
in queste fibre dolenti
nel pensiero smarrito

So che la luce
si cela
dietro la soglia oscura

Ogni giorno più vicina
ti aspetto
sorridendo
tra lacrime copiose
di questo compleanno
perenne
che ogni giorno 
io nasco.