PENSIERINO DELLA SERA: QUANDO LA LUNA DECISE DI ANDARE PER FUNGHI

UN GIORNO LA LUNA DECISE DI ANDARE A FUNGHI


Un giorno, la luna, stanca del suo continuo vagare attorno all’orbita terrestre, così, senza una ragione né una premio o una soddisfazione, per il suo costante e gravoso impegno, decise di andare a funghi..

ebbene sì, proprio così, andar per cercare funghi in un grande bosco…

era un desiderio che covava tra i suoi pensieri segreti da tanti tantissimi secoli, ere geologiche, anni luce, addirittura..
il fatto è che, voi di certo lo sapete, si dice che il territorio della luna sia fatto di formaggio, di groviera, per l’esattezza, dati i grossi crateri/buchi che si aprono sulla sua superficie, ma, in realtà, non è così..
la crosta della luna è in verità fatta di mollica di pane…
sì, sapete quel buon pane toscano, oppure quello pugliese, che presenta le bolle della lievitazione??
altro che crateri e altro che buchi di gruviera!!!!
in verità, lì sopra, sulla superficie della luna, ci sono tante, tantissime, - così tante che è praticamente impossibile a contarle, - fette di pane, un po’ toscano ed un po’ pugliese…

e quindi, dalla parte illuminata, dato che il sole picchia da arrostire, la luna è una fragrante bruschetta, immensa e profumata… sulla quale, ditemelo voi, non ci stanno bene due funghetti trifolati??
e io dico di sì, che ci stanno proprio benissimo..

e anche la luna era di questo avviso..

così, una mattina di buon’ora, mentre aveva appena smesso di piovere e si preannunciava un’alba lunare umida e calda, clima ideale perché i funghi spuntino, la luna indossò i suoi stivali, prese il cestino di vimini, il bastone con la punta di ferro per le escursioni nei boschi e uscì di casa.
percorse con molta calma il mare della tranqullità - e non è che poteva andar di fretta, lì sopra, vi pare??? - e poi si arrampicò per i suoi monti, i monti della luna e lì, inoltrandosi nella parte nascosta, che noi non vediamo, entrò nella grande foresta della selenità e cominciò a camminarvi dentro…

si guardava intorno, mentre il frusciare delle foglie lunari accompagnava il muovere dei suoi piedi e si stupiva del numero ingente di alberi, di quanti rami avessero, di quante foglie fossero sui rami..
di come gli uccellini, cantassero nei loro nidi..
di come la luce filtrasse, disegnando gioielli ed arabeschi di luce sui tronchi e tra un’ombra e l’altra, di che immensa pace ci fosse, un raccoglimento, veramente, che era assai più che pace: sembrava di essere in chiesa.. 

si chiese, allora, perché avesse aspettato così tanto, a fare quello che stava facendo ma non trovò una risposta..
ci pensava, sì, ogni giorno ma non l'aveva fatto.. forse perché ai più sarebbe sembrata una cosa strana, forse perché in realtà la luna era un po' pigra...
oppure chissà...
fatto sta che non l'aveva mai fatto e se ne dispiacque, promettendosi che ci sarebbe tornata ancora presto, prestissimo, in quel meraviglioso bosco/cattedrale...   

e, mentre si godeva tutto questo, i suoi occhi lunari, molto spesso inondati  di luce e quindi molto acuti, scorgevano a terra, tra le fruscianti foglie secche cadute,  le sagome di tanti tanti funghi, l'uno diverso dall'altro: dai piccoli chiodini seleniti oppure dei panciuti porcini lunari o dei gialli e saporiti gialletti..

in men che non si dica, riempì il suo cestino e quindi decise di tornare subito sulla sua faccia luminosa per cucinare il suo prezioso bottino e metterlo sulle bruschette che il sole del tramonto stava dorando ben bene..
e così fece e ancora sta nella sua grande cucina a sfaccendare e sfornellare, canticchiando..

eh, che fortunata che è la luna!! 
che meravigliosi funghi, ci sono lassù, cari amici.. 
io ne sento il profumo, mentre la luna li cucina trifolati, con l’aglio ed il prezzemolo lunare….




perché, voi no?????        

Scrivi commento

Commenti: 0