UN POMERIGGIO A CALHETA

RIFLESSI A CALIETA
RIFLESSI A CALIETA

 

CALHETA E' UN MINUSCOLO PAESINO A CIRCA DIECI CHILOMETRI DA VILA DO MAIO

 

davvero un pugno di casette basse con un buffo tetto molto scosceso e molto a punta, tutte in fila lungo la strada acciottolata che da vila do maio parte, collega ed attraversa tutti i - pochi - paesini che si trovano lungo il perimetro dell'isola.

dentro, all'interno, c'è una montagna, non troppo alta ma brulla ed inabitabile, dove solo le capre selvatiche possono sopravvivere.

 

oggi, nel primo pomeriggio, io, milli, accompagnate dala tata abbiamo noleggiato uno di quei pulmini che qui si chiamano ' alugère ', - che vuol dire ' da affittare ' - e ci siamo fatte accompagnare in quel piccolo apesino, che è poi dove vive la tata, perchè c'era stato detto che vi erano delle case che venivano date in affitto..

la strada acciottolata è larga che ci passano due auto affiancate ma, durante tutto il viaggio, ne abbiamo incontrato solo un'altra....

davvero incredibile per noi...

uscite dalla cittadina di vila do maio il paesaggio è decisamente uniforme: una pietraia riarsa con muretti a secco sparsi a correre qua e là, che disegnano un ineguale reticolo, mucchi di sassi di certo portati giù dalla montagna che si ergeva, nera ed assai poco ospitale alla nostra destra.

macchie di robinie isolate, che si allargano all'intorno con il loro caratteristico ombrello, in alcuni punti dove di incontra una falda freatica più alta, qualche orto con banani  ed altre piantagioni, in questo momento dell'anno piuttosto rinsecchite, forse mais o non so cosa ma decisamente nulla che avesse a che fare con un nostro campo o fattoria.

poi, ad un certo punto, lungo il ciglio della strada ho visto degli alberelli assai strani, con delle palle di foglie, che milli mi ha detto essere quello stano arbusto che ho trovato nato spontaneo nel nostro giardino e che ho fotografato il 21 marzo scorso e che lì erano diventati alberelli.

sulla nostra sinistra, dopo le saline che si vedono alla fine di vila, l'oceano occhieggiava, lucente nel sole che si stava abbassando per tramontarci dentro, orlato da qualche ciuffo di altissimi palmizi spettinati dal forte e costante vento di mare.

e, per tutta la strada, capre selvatiche, qualche ciuco accovacciato per terra sotto il sole, qualche mucca scura e dalle larghe corna, qualche corvo.

ed erba secca, pietrisco a perdita d'occhio.

a metà strada tra vila e calheta si trova il paesino di morro, davvero sparuto ma assai carino, esso pure con queste casette che hanno al facciata dipinta a colori vivaci, una diversa dall'altra, colori che fanno a gara per chi grida di più, squillando sotto il cielo solcato continuamente da vascelli di nubi spinti dal vento incessante..

poi ancora cinque chilometri di acciottolato abbastanza sconnesso ed ecco calheta, come ci avverte una scritta gigantesca- dalle lettere mulcolori, sul muro di una casa più grande delle altre.

è davvero carino, questo paesino, davvero davvero ma non sono riuscita a scattare foto del centro, chiamiamolo così, che forse le case in tutto sono cento, forse duecento non so ma certo non molte di più..

poi arriviamo sul lungomare.

vi è un piccolo golfo che imprigiona le onde assai sgarbate dell'oceano ed una spiaggetta circolare, stretta stretta, di sabbia nerastra inframezzata da tratti rocciosi.

qualche barchetta colorata che sembra un giocattolo per vasca da bagno, si dondola alla fonda a pochi metri da riva e una grande robinia si sporge, piuttosto stranamente, che di solito succede il contrario, verso l'acqua.

un pescatore con la canna, un po' più in là, fa le sue evoluzioni di braccio e lenza.

il canto profondo del mare e del vento è rotto solo dalle voci di alcuni uomini e donne che sono per strada: stanno facendo i lavori per instaurare la rete fognaria, che evidentemente non c'era ancora, e due grosse macchine per il movimento terra stanno ferme in mezzo alla strada, mentre alcuni uomini trasportano terra e ciottoli caricandoli con il badile su un paio di carriole.

entriamo in una casa, che il suo proprietario ce la mostra, ma è disabittata da molto tempo e davvero in pessime condizioni. non ci sono pavimenti di piastrelle ma una gettata di cemento rosso  lavabile, così come le pareti, color celeste intenso, che recano però notevoli tracce di salnitro che si annidano nella pittura scrostata. salnitro che del resto è dovunque, anche sul pavimento.

le stanze sono assai piccole, molto piccole e di solito non hanno finestre ma solo una porta d'ingresso.

io e milli restiamo assai deluse perchè ci era stato detto che quella casa era molto grande...

ma davvero, grande non era, tutto il contrario.. poi vi era giusto un bagno, che poteva dirsi tale, la cucina non esisteva ma al suo posto un cortiletto interno cintato da alte mura a protezione del forte vento salmastro..

deluse diciamo che la casa non ci interessa e ci rechiamo a visitarne altre.

a questo punto ci rendiamo conto che sono tutte uguali anzi ancora più piccole, anguste e buie.

e quindi capiamo che la casa, per gli abitanti creoli di quei paesini, era ed è un rifugio alla calura nelle ore più calde, e quindi per forza di cose poco luminosa, o al vento e quindi per la stessa ragione con aperture piccole, rade o addirittura mancanti.

i vani poi sono ridotti perchè la famiglie sono molto numerose ed in ogni camera c'è posto giusto solo per il letto.

milli però va a visitare una grande casa costruita da un signore tedesco che ospita nell'area recintata del grande e verde giardino alcune costruzioni addette ad ospitare i turisti di passaggio.

una di queste, assai bella, con le finestre a volta, spaziosa e luminosa, è in fase di ultimazione e potrebbe essere che, se la cifra richiesta sarà consona, proprio quella potrebbe diventare la nostra futura casa.

ma ancora non vi è nulla di definitivo.

mentre milli guarda quella casa e parla con i proprietari, io, non resistendo al richiamo del mare, dato che avevo preventivamente indossato il mio costume, aiutata dalla tata, entro in acuq, dopo quadi due anni che non succedeva, docce  a parte......

la sensazione di immensa felicità che ho provato all'abbraccio di quell'acqua smeraldina, fresca, quasi frizzante, io non lo descrivere.

so solo che mi sono sentita euforica, come trasportata fuori dal mio corpo malconcio e resa ad una salute migliore.

infatti, lasciandomi trasportare della gioia, ho effettuato diverse bracciate di nuoto sitle dorso, perchè comunque sul ventre non riesco a distendermi, anche se sorretta dall'acqua, che il dolore è insostenibile.

ma stesa sul dorso e muovendo solo le braccia, dato che le gambe fanno troppo male, sono riuscita a percorrere qualche metro lungo la riva.

poi mi sono abbandonata, galleggiando, ed ascoltando il sapore dell'acuq sul mio viso, il suo massaggio contro le mie membra, la voce del vento che si nascondeva tra i lembi delle nuvole bianche sopra di me.

ero davvero felice e mi sono trattenuta tra le acuqe fino a che ho retto lo sforzo.

poi, lasciandomi spingere a riva del moto ondoso, in qualche modo, con un po' di difficoltà, sono riuscita a sedermi sul bagnasciuga e, con l'aiuto del mio trpiede e di milli, nel momento che l'onda spingeva in avanti, sono riuscita ad alzarmi.

ecco, uscire dall'acqua è stato di gran lunga la cosa più difficile e stancante..

avvoltami nel mio telo che la dolcissima tata mi porgeva, mi sono finalmente seduta di nuovo sulla mia carrozzella, al sole, per asciugarmi ma non avevo affatto freddo, tutt'altro: stavo davvero bene.

nel frattempo milli stava tornando dalla visita all'abitazione attornaita da tre o quattro cani che, attratti dalla presenza di etta, le stavano seguendo.

per riuscira a salvare la piccola, milli ha dovuto prenderla in braccio e gli altri cani si sono allontanati: non che avessero intenzioni bellicose ma la mia cagnolina comunque ne dimostraa infastidita ed impaurita.

uno di loro, però, un cucciolone di meno di un anno, dal pelo nero con focature mogano ed i lunghi calzini bianchi agli arti, non ha desidtito e le ha seguite fino a me.

nelle foto sotto potete vedere i due che giocano e tutto o quasi, quello che ho descritto...

a quel punto si è avvicinata a noi una bimba, con le deliziose treccine in tetsa che normalmene le madri fanno alle loro figlie piccole, che recava una grande ciotola di alluminio dove dentro erano delle frittelle dolci, originarie di lì, chiedendomi, in criolo, la loro lingua, se ne volessi comprare.

infatti tutte noi ne abbiamo mangiato, che erano assai buoni, facendo così felice la piccola venditrice ambulante.

ci ha raccontato, interrogata, che quei dolci vengono cucinati dal padrone dell'unico piccolo bar, che poi li affida, in cambio di un compenso davvero esiguo, ai bimbi del luogo perchè li vendano ai passanti ed ai turisti.

abbiamo poi comprato una bottiglia di acqua in un negozietto minuscolo che recava n altro, sopra la porta, dipina sul muro, la scritta: MERCERIA.

guardando dentro si poteva vedere un alto bancone di legno scuro, come non ne vedevo più da almeno cinquant'anni e qualche sscaafalatura di legno scuro anch'esse fossate ai muri e stracariche di ogni genede di merce..

davvero un tuffo nel passato, nei negozi della mia infanzia nei quali mi recavo per fare qualche piccola commissione alla mamma.

ci siamo trattenute làa ncora un po' conversando in qualche modo con loro e poi, issateci di nuvo sul nostro taxi-pulmino, ci siamo fatte riaccompagnare a casa..

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Commenti: 4
  • #1

    rossana parenti (venerdì, 19 aprile 2013 16:45)

    mia cara hai descritto la tua uscita ,in una maniera che mi sembrava di essere li' con voi .e anche oggi sei riuscita a farmi scorrere la lacrima .ti ho visto mentre nuotavi felice e serena nonostante i tuoi dolori .e' stato bello immaginarti in que momento tutto tuo .grazie .purtroppo le foto non sono riuscita a vederle spero piu' tardi .ciao tesoro mio !!!

  • #2

    alessandro mariotti (venerdì, 19 aprile 2013 16:48)

    Leggo i tuoi resoconti Arianna e sono felice nel vederti immersa e libera nell'oceano :)

  • #3

    ariannaamaducci (venerdì, 19 aprile 2013 18:02)

    ciao rossana ed alessandro...
    grazie... siete stati presenti sempre anche voi perchè pensavo e dicevo a milli: questo lo devo raccontare agli amici....... vi abbraccio con maore...

  • #4

    rossana partenti (venerdì, 19 aprile 2013 18:41)

    finalmente ari sono riuscita a vedere le foto ,sono bellissime !! grazie!
    <3