IL DIVINO ENTRA NELL'UMANO

IL DIVINO ENTRA NELL'UMANO - 2013 dipinto digitale tecnica mista

 

IL DIVINO ENTRA NELL'UMANO

 

Ingegnere

e viandante

perso nelle sue idee

dimenticò

una scintilla

di sé

nell'ultimo suo sogno.

 

Si fece l'uomo

 

Turrito guerriero

del nulla

 

Ma era poco

e solo

 

Così

la divina pietà

e malizia

per accoglierne

la meraviglia

e la follia

fece la donna

 

Angelo nero

e madre.

 

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Commenti: 1
  • #1

    arturo quadraro (martedì, 22 gennaio 2013 09:08)

    Buongiorno cara Ari, belli e intensi i tuoi versi e a proposisto di Amore e Follia ti racconterò questa favoletta:

    LA FAVOLA DELL'AMORE E DELLA FOLLIA

    Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.

    Dopo il caffè, la Follia propose:-"Si gioca a nascondino?"

    "Nascondino? Che cos'è?" – domandò la Curiosità.

    "Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete, quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare."

    Accettarono tutti ad eccezione della Pigrizia e della Paura.

    1, 2, 3. – la Follia cominciò a contare.

    La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.

    La Timidezza , timida come sempre , si nascose in un gruppo di alberi.

    La Gioia corse in mezzo al giardino.

    La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un luogo adatto per nascondersi.

    L'invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.

    La Follia continuava a contare, mentre i suoi amici si nascondevano.

    La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a 99, "Cento! – gridò la Follia – comincerò a cercare."

    La prima ad essere trovata fù la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.

    Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.

    E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando tutti erano riuniti, la curiosita domandò: "Dov'è l'Amore?".

    Nessuno l'aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi, sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore.

    Cercando da tutte le parti, la Folliavide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a cercare tra i rami, allorchè ad un tratto sentì un grido.

    Era l'Amore che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.

    La Follia non sapeva cosa fare. Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivo fino a permettergli di seguirlo per sempre.

    L'Amore accettò le scuse….

    Tutt'oggi l'amore è cieco e la follia lo accompagna sempre.